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    Noi, giovani, e la cura

    della dimensione interiore

    Classe IV B del Liceo Linguistico
    dell'Istituto «Gobetti-Volta» di Bagno a Ripoli

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    Una discussione sul significato dell'«interiorità» e della «spiritualità» affrontata dagli alunni della classe IV B del Liceo Linguistico di Bagno a Ripoli (FI), coordinata dalla prof.ssa Rosalba de Filippis, in cui trova espressione una varietà di posizioni (anche sensibilmente diverse fra loro), registrate e accolte all'insegna della valorizzazione del rispetto delle opinioni altrui.

     

    Nota metodologica della professoressa
    I giovani e la cura di una dimensione interiore: letture, spunti di riflessione e discussioni su questo tema, da loro stessi avvertito come affascinante e complesso. Un confronto che gli studenti hanno portato avanti con interesse e all'insegna di una apprezzabile capacità di autonoma gestione dei diversi momenti della discussione.
    Una varietà di voci e di punti di vista, emersi in alcune ore di discussione tradotta poi, in uno sforzo di sintesi, in un testo unico, scritto a più mani, dalle studentesse e dagli studenti della classe IVB del Liceo Linguistico dell'Istituto «Gobetti-Volta» di Bagno a Ripoli.

    I giovani e la cura di una dimensione interiore

    Ha bisogno di nutrimento, la nostra parte più profonda
    Affrontando il tema dell'interiorità, ci siamo interrogati, riflettendo insieme, circa il significato che noi giovani le attribuiamo. Ci siamo posti delle domande sulla visione che le nuove generazioni hanno della spiritualità o di qualsiasi altra cosa o realtà che si collochi oltre la dimensione fisica del mondo.
    La domanda principale attorno alla quale vertono le nostre riflessioni è la seguente: esiste, per noi giovani, una dimensione interiore che abbia bisogno di essere nutrita, di cui prendersi cura? Se sì, in cosa la individuiamo e come la viviamo?
    In base alle considerazioni che abbiamo raccolto durante alcuni momenti di confronto in classe, la risposta è stata, per la maggior parte di noi, affermativa: esiste una dimensione interiore importante (Anima? Animo? Spirito?) da identificare con noi stessi e soprattutto bisognosa di nutrimento e di cura.
    Secondo alcuni di noi, sono le semplici attività quotidiane, per noi più gratificanti, a nutrire la nostra interiorità. Nello specifico molti hanno affermato di individuare per esempio nello sport un punto di riferimento, in un certo senso una valvola di sfogo, ma di frequente anche una vera e propria fonte di soddisfazione; altri, invece, preferiscono rifugiarsi nella musica. Non sembri, questo, un discorso banale o superficiale. Sbagliano, secondo noi, gli adulti che danno, dall'esterno, un giudizio del genere.
    Da sempre, infatti, sia lo sport che la musica sono considerati fondamentali per i giovani, per confrontarsi con situazioni brutte e «buie», ma anche in occasioni felici e spensierate. Un altro modo di nutrire lo spirito è rappresentato dalla cura delle amicizie e dal rapporto con gli altri: uscire con gli amici o parlare con loro in qualche modo ci dà soddisfazione e ci dona quella spensieratezza che ci fa bene e ci fa sentire completi, ci aiuta a capire meglio anche noi stessi.
    Alcuni di noi non si sentono tuttavia persuasi da queste risposte, sostenendo invece che la scienza sia di per sé sufficiente a spiegare qualsiasi cosa; quindi, in tal senso, non ci sarebbe nulla oltre la realtà oggettiva che osserviamo che possa essere considerato in termini «spiritualistici». Si tratta, quindi, di posizioni e sensibilità abbastanza diverse fra loro, che vanno, però, tutte considerate e rispettate.

    In che cosa credere?
    E in che cosa credere? Questa è anche la domanda di fondo che, discutendo liberamente e sinceramente insieme, ci siamo posti. Ci sono persone che credono in una sorta di «energia dell'universo» e che quindi vedono il cosmo come un sistema interconnesso di forze e di vibrazioni che pervade ogni aspetto dell'esistenza, come se tutto ciò che ci accade fosse parte di un disegno più ampio, come se ci fosse un'armonia intrinseca tra le varie parti dell'universo. Tale tesi è tuttavia da considerare evidentemente soggettiva e personale. Ognuno può avere la propria interpretazione e comprensione di come questa energia si manifesti nella sua vita. Nonostante ciò, la maggior parte delle persone che confidano nell'ordine e nell'armonia dell'universo percepiscono un forte legame e una forte connessione con la natura e con tutto ciò che ci circonda e riferiscono di sperimentare anche uno scambio costante e reciproco di energia da individuo a individuo. Soltanto una minoranza dei giovani coinvolti nella nostra comune riflessione sono credenti e trovano conforto e sostegno nella fede. Credono nella presenza di Dio nella loro vita e lo individuano come un amico. Importante, per loro, è la preghiera. Ma la preghiera non significa solo rivolgersi verso l'alto; è una forma di dialogo con Dio, che è importante per i ragazzi, i quali si aprono, si confrontano e si raccontano, trovando un rifugio e affidandosi proprio a Dio, che già sa tutto. A Dio, per così dire, viene data totale fiducia. Questo legame è naturalmente soggettivo e varia nei suoi aspetti da persona a persona. Come abbiamo già detto, ci sono altri che si affidano totalmente alla scienza, vedendola come un punto di riferimento affidabile in cui trovare ogni spiegazione a qualsiasi fenomeno naturale e anche ad ogni stato d'animo. Si tratta infatti di una visione «empirica» della realtà, potremmo forse dire, che spiega, secondo chi vi fa affidamento, in un modo sostanzialmente «materialista», la consistenza e il senso dell'esistenza delle cose. La scienza di per sé possiamo definirla in termini semplici come l'osservazione di un fenomeno, seguito da una ipotesi e da una ricerca sperimentale, grazie alla quale formulare una legge universale che possa essere verificata in tutte le parti del mondo e che possa spiegare ciò che dapprima abbiamo osservato. È quindi una dimensione fondamentale, da cui non si può prescindere. Questa considerazione però non per forza preclude ad una riflessione su una dimensione che si ponga al di fuori della realtà fisica. Sono molti gli scienziati che alla fine del loro percorso di studi e ricerca, divenuti ormai i massimi esperti del settore, non riescono a spiegare tutto con la sola fisica e si pongono domande su regole o principi lontani dai calcoli e dalle leggi già conosciute e sperimentate.

    In dialogo con se stessi e con gli altri
    Infine, abbiamo discusso anche delle attività che possono aiutare a far emergere la nostra spiritualità e a prendersene cura: praticare la meditazione per calmare la mente, l'esercizio fisico, passare del tempo immersi nella natura e quindi fare escursioni, passeggiate o semplicemente sedersi in un parco e osservare l'ambiente che ci circonda.
    Inoltre, prendersi del tempo per riflettere su ciò per cui si è grati alla vita. Tutto questo può aiutare a sviluppare il senso dell'interiorità e a sviluppare una prospettiva più positiva della vita, come, in questo, aiuta anche essere gentili con noi stessi e gli altri.
    Dunque, per concludere, molti di noi credono in qualcosa, che sia la scienza, Dio, l'energia ma c'è ovviamente anche chi non crede in niente trovando un punto di riferimento nelle semplici attività quotidiane o in attività mentali.
    La cosa più importante però, è che aspetti e visioni diverse della realtà riescano a coesistere rendendoci liberi di nutrire la nostra interiorità nel miglior modo possibile, trovando sempre un momento di confronto con gli altri e di conforto per se stessi quando ce n'è bisogno.

     


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