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    Al giorno d'oggi uno dei temi più discussi è proprio quello che riguarda il rapporto dei giovani con la sacralità. Personalmente penso che tutti, giovani o anziani, almeno una volta nella vita si siano posti domande circa la loro vita dopo la morte e ciò che governa il nostro universo. Ogni giorno ho a che fare con centinaia di ragazzi che parlano del più e del meno, ma raramente sento discutere circa la Chiesa e la sacralità, se non in modo dispregiativo. Dopo aver discusso in classe su quest'argomento, ho ritenuto opportuno chiedere ai miei amici che cosa ne pensassero a riguardo. I pareri, come mi aspettavo, sono stati molto discordanti. C'è chi non crede e non si è mai avvicinato alle istituzioni sacre; c'è invece chi ha ricevuto tutti i sacramenti ma per imposizione di genitori e parenti e adesso non crede e non professa alcun tipo di religione; c'è invece chi crede ma sta lontano da ogni tipo di istituzione religiosa; c'è chi crede in qualcosa di indefinito che governa il nostro mondo e la nostra vita e infine c'è chi professa la religione cattolica. Per quanto mi riguarda, la situazione è molto complessa. lo sono cresciuta con l'idea di dover andare in chiesa per professare la religione e di confessarsi regolarmente per essere una brava cattolica. Personalmente mi considero, come allora, di religione cattolica, ma ho ritenuto opportuno allontanarmi dalla chiesa.
    Ritengo inoltre che sacralità e istituzioni religiose siano sconnesse tra di loro e credo fermamente che, per essere un bravo fedele, non serva recarsi quotidianamente in chiesa e per questo c'è un motivo: ho frequentato per diverso tempo la chiesa, ma, alla luce di diversi scandali riguardanti quest'ultima, ritengo di dover separare fede e istituzioni. Penso che credere in Dio e diffondere la religione non significhi creare un'istituzione alcune volte corrotta e piena di misteri.
    Credo che la Chiesa possa essere vista principalmente da due punti di vista: da quello del bambino, che non si accorge degli errori e vede il bello in tutto, e da quello degli uomini adulti che, come diceva Kant, sono entrati nella maggiore età, un'età dove si inizia a rendersi conto di ciò che è giusto e sbagliato.
    A parer mio la scelta di frequentare la chiesa è libera ed ognuno è libero di vedere quest'istituzione come meglio crede. Credo però che la Chiesa abbia in generale compiuto una serie di sbagli nel corso della storia, che sono difficili da dimenticare; a partire dal sostegno dato alle crociate fino all'appoggio al fascismo con i patti lateranensi.
    Ovviamente non mi sento di criticare tutta la Chiesa e tutte le istituzioni; io personalmente sono cresciuta in una chiesa tranquilla, senza obblighi o imposizioni da parte dei miei genitori.
    Per me quindi la sacralità della religione cattolica, come di tutti gli altri culti, va professata non per obbligo, non per tradizione di famiglia e sicuramente non per paura ad avvicinarsi ad altre religioni; credo che tutti abbiano il diritto di scegliere in cosa credere e cosa non credere. Penso che tutto quello che è sacro per qualcuno, ovviamente che non vada a ledere o disturbare la quiete del mondo, debba essere rispettato.
    Credere in una entità che non vedi non è semplice e quindi è impossibile determinare cosa sia giusto o sbagliato. La sacralità è qualcosa di importante e anche molto soggettivo, per questo ritengo che sia possibile criticare solo le istituzioni e non la fede altrui.



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