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    Abbandoni e persistenze ecclesiali


    Passeggiate nel mondo contemporaneo /8

    Oreste Aime

    (NPG 2024-05-77)


    (Luigi Berzano, Senza più la domenica. Viaggio nella spiritualità secolarizzata, Postfazione di Derio Olivero, Effatà, Cantalupa (To) 2023, pp. 112)

    Papa Francesco ha osservato che la nostra non è solo un’epoca di cambiamenti, ma un vero e proprio cambiamento d’epoca. Non è il solo ad affermarlo; Ulrich Beck, per fare un solo esempio significativo tratto da una nutrita lista, ha parlato di Metamorfosi del mondo e, congiuntamente, di Dio personale.
    Che cosa significa tutto ciò per la dimensione religiosa in generale e per il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare? Luigi Berzano ha offerto diversi contributi a questa indagine. Si può ricordare il tentativo teorico più importante, Quarta secolarizzazione. Autonomia degli stili, Mimesis, Milano-Udine 2017 insieme a Spiritualità. Moltiplicazione delle forme, Editrice Bibliografica, Milano 2017.
    Dentro questa prospettiva viene a collocarsi Senza più la domenica, che mette a fuoco dal punto di vista sociologico, culturale e religioso alcuni aspetti del rivolgimento che stiamo vivendo. Per offrire il necessario contesto, è bene ricordare alcuni tratti delle ricerche precedenti in cui il presente, religioso e no, è studiato in prospettive di lunga durata. Per dire quanto gli studiosi, in particolare i sociologi, stanno osservando e cercando di definire, Berzano osa parlare di quarta secolarizzazione. La sequenza delle tre precedenti ha questa cadenza: il primo passaggio epocale risale all’epoca assiale (tra 800-200 a.C., così definita da Karl Jaspers); la seconda secolarizzazione sarebbe stata indotta dal cristianesimo, con la sostituzione del divino anonimo (stoico) del mondo greco-romano con il principio del Dio-uomo e della persona. La terza corrisponde alla modernità, come l’ha intuita e descritta Max Weber e altri dopo di lui: la religione, che aveva una funzione di fondamento e collegamento della società, ha perso centralità e rilevanza.
    A partire dagli anni Sessanta del Novecento ci sarebbe stato l’avvio di una nuova fase di questo processo moderno, caratterizzata dall’apparizione di una società orizzontale, nella quale i tradizionali modi verticali di trasmissione culturale e religiosa sono stati sostituiti da modalità orizzontali. Per comprendere questo fenomeno Berzano ricorre alla nozione di stile di vita, così descritta: “insieme di pratiche, a cui l’individuo assegna significati e un senso unitario, che si presenta come modello distintivo condiviso all’interno di una collettività, senza avere il suo elemento generativo né in un pre-esistente quadro cognitivo-valoriale né in una predeterminata condizione socio-culturale” (Quarta secolarizzazione, p. 16).
    Se le società tradizionali proponevano uno stile di vita, ora se ne danno molti, non più per via verticale ma orizzontale, in uno scambio libero e non normato tra individui, che enfatizza la loro condizione di autonomia. Che cosa connota questa quarta fase secolare? La nozione scelta per indicarla è spiritualità (al plurale), termine che si sta imponendo un po’ ovunque per descrivere il comportamento e l’orientamento dei soggetti, che nella società orizzontale vivono in modalità di stile di vita la dimensione religiosa così come si sta modellando dopo l’uscita dalla terza fase, quella della modernità. Le spiritualità sono plurime, conferiscono individuazione, alimentano attese crescenti, hanno in comune “il fatto non collocare più il loro baricentro in una religione istituita, dalla quale ricevere riconoscimento e validazione” (Quarta secolarizzazione, p. 41).
    Si potrebbe riassumere l’attuale processo così: stiamo vivendo il passaggio del cristianesimo come religione preponderante nella sua sintesi di fides et religio a qualcosa che è ancora indefinito (in ogni caso sempre meno religio) e che viene chiamato “spiritualità”, fenomeno dai molteplici volti, esposto come ogni altra realtà all’invasione del mercato. A questo aspetto sono dedicati gli ultimi due saggi di Senza più la domenica, dai quali è opportuno partire per non limitarsi a ciò che compare con più evidenza all’inizio del volume. In questi contributi Berzano riassume ciò che ha più ampiamente studiato in altre sue pubblicazioni. Una certa remora a prendere atto di questo mutamento e di questa novità viene dal fatto che a lungo il cristianesimo cattolico si è pensato come spiritualità, come il suo baluardo a fronte dei molti materialismi, in particolare quelli liberale e marxista, che l’hanno avversato negli ultimi due secoli. All’avvento della spiritualità, da intendersi ormai in un senso nuovo e diversificato, corrisponde un effetto importante che investe il cattolicesimo: essa si dà insieme ad un processo di de-istituzionalizzazione, di modo che non è più unicamente offerta né tantomeno controllata dall’istituzione Chiesa, creandole un mondo più o meno parallelo e anche alternativo. Sarà indispensabile trovarne alcuni criteri di valutazione, simili a quelli che William James elaborò poco più di un secolo fa per orientare la sua ricerca in Le varie forme dell’esperienza religiosa, che prefigurava la situazione attuale.
    A questo vistoso mutamento il terzo saggio aggiunge un aspetto particolare, di solito non sufficientemente rilevato per la vita religiosa o spirituale. Nella metamorfosi del mondo un tratto è ormai molto evidente: alla società dei popoli e delle masse del secolo breve si è sostituito la “società degli individui”. È un indirizzo che tocca anche l’esperienza religiosa, che già Max Weber un secolo fa aveva descritto (in contesto protestante), rilevando un “sentimento di inaudita solitudine interiore del singolo individuo”. A questo sentimento oggi risponde la svolta verso la spiritualità. Nell’insieme ne risulta indebolito il senso di appartenenza, come rilevato da molte indagini sociologiche. La questione del soggetto – il fedele – non è affatto un’appendice; in più, è diventato plurale, capace realmente o presuntivamente di orientare la propria ricerca e contrattare la propria partecipazione. La società democratica e di mercato si fa sentire anche qui, e si potrebbe riprendere lo schema di Albert O. Hirschmann (1970): Exit, Voice and Loyalty – defezione, protesta e lealtà. A ciò si deve aggiungere un altro aspetto, brevemente trattato nel saggio di apertura: la presenza e il ruolo della donna nella vita della chiesa – una questione aperta che la politica dei piccoli passi non riesce a risolvere. Una certa concezione “oggettiva” della fede, che privilegia il contenuto, non è in grado di percepire tutto ciò o, rilevandolo, lo ritiene marginale oppure inaccettabile.
    Si può così venire ai primi due saggi, ai quali si ispira il titolo della raccolta. Uno dei sensori maggiormente utilizzati oggi per studiare, ieri per controllare, l’adesione alla fede cattolica è la partecipazione alla messa domenicale. Un tempo era un identificativo scontato – è cattolico chi va a messa (pasquale) -, ora lo ridiventa in una situazione del tutto mutata. Ma è un identificativo molto problematico per “misurare” la fede. Infatti come rilevare la fede nel suo lato personale e interiore? È sufficiente questo sensore? Se ne potrebbe discutere ampiamente. Il rito è in ogni caso un elemento fondamentale della religione e il cristianesimo ha i suoi, tra i quali spicca la messa domenicale, a cui il cattolico era vincolato da secoli con un precetto quasi assoluto. Le rilevazioni dicono che è in atto un crollo di partecipazione (non solo in Italia; altrove il fenomeno è avvenuto prima e anche con maggior rilievo).
    La ricerca di Berzano sottolinea però un altro dato: mentre prosegue il declino della partecipazione alla messa del giorno festivo – è ancora domenica? –, c’è una persistenza di presenza, persino in crescita, ai riti di passaggio: battesimo, prima comunione, cresima, matrimonio, celebrazioni per i defunti. Qualcosa di rituale persiste, ma non più secondo il calendario settimanale, bensì nelle occasioni a cui da sempre le religioni hanno dato molto importanza. Che tipo di “fedeli” sono coloro che vi presenziano? Che tipo di partecipazione si realizza in occasioni così diverse?
    Derio Olivero segnala nella Postfazione la riluttanza all’accoglienza nei loro confronti da parte dei ministri e delle comunità. Forse il dato più importante di questa rilevazione è il tentativo, talvolta accolto, di “personalizzare” quei momenti (ha a che fare con quanto abbiamo ricordato rispetto ai soggetti).
    Berzano sottolinea con una certa enfasi la positività di questo fenomeno e lo collega alla spiritualità “secolare”. Ai due saggi è sottesa una domanda: il futuro del cristianesimo è legato a questa permanenza di partecipazione ai riti di passaggio? La riflessione che si apre è ampia: in generale, qual è oggi il posto del rito nella vita delle persone e delle comunità? Che tipo di partecipazione si realizza nella messa domenicale e nei riti di passaggio? Anche qui incombe l’offerta alternativa e il mercato (stanno moltiplicandosi le Sale di Commiato e il rito tradizionale del rosario sta mostrando tutti i suoi limiti). Infine: quanto reggono i riti di passaggio senza il momento ecclesiale fondamentale dell’eucarestia? Perché una disaffezione crescente anche in fedeli fino a poco tempo fa praticanti? Quali tracce persistenti ha lasciato la pandemia?
    Come si vede, il volume insieme a dati interessanti contiene molte domande e ne coagula altre. In parte sono domande che in ambito ecclesiale faticano a essere formulate e soprattutto a trovare luoghi di riflessione e di dibattito. Il cambiamento d’epoca è molto profondo e di difficile interpretazione. Occorre prenderne atto e trovare vie di discernimento e di azione. Ma avvertiva Ulrich Beck in altro contesto, più il rischio cresce, meno lo si vede. Dietrich Bonhoeffer in Resistenza e resa alludeva brevemente alla necessità di riscoprire la disciplina dell’arcano - uno spunto per trovare una via non escludente alla fede e ai suoi riti, largamente esibiti sui canali di comunicazione e sempre meno cercati nei luoghi di vita.

    (FONTE: Archivio teologico torinese 1/2024, pp. 262-263)



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