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    20 agosto

    Bernardo di Chiaravalle

    Fa' fruttare la tensione del tuo cuore

    Anselm Grün

    sanbernardo


    Bernardo definì se stesso il camaleonte del suo secolo. Dovette sostenere le parti più svariate nel turbolento xii secolo. Come monaco fu implicato in dispute politiche. Come mistico dovette fare propaganda per la crociata. Come nullatenente fu costretto a intervenire in qualità di mediatore in questioni di proprietà. Ma anche in se stesso egli unì aspetti di carattere diversissimi e qualità antitetiche, tenerezza e severa ascesi, vita ritirata e tranquilla, e turbolenti interventi pubblici esterni. Fu senz'altro l'uomo più importante della sua epoca. La sua memoria ricorre il 20 agosto.
    Bernardo nacque nell'anno 1090 in una famiglia nobile della Burgundia. Ricevette la prima Formazione nella scuola dell'abbazia di Chatillon. Perse la mamma a soli sedici anni. Dopo d'allora si dedicò ancora più decisamente a Dio. Il padre cercò d'impedire che entrasse in monastero così giovane, ma un'esperienza spirituale fatta da Bernardo nella cappella di un villaggio lo portò a rompere definitivamente i rapporti con il mondo. Anzi, con la sua forza di convinzione indusse anche i suoi fratelli e alcuni parenti e amici a entrare assieme a lui nel rigoroso monastero di Citeaux. Assieme a Bernardo entrarono nel monastero quasi completamente vuoto trenta giovani. Poco tempo dopo Bernardo riuscì per tre volte a mandare ogni volta dodici monaci a fondare nuovi monasteri. Lui stesso si stabilì nella Valle delle erbe amare e trasformò l'arida regione in una valle chiara e luminosa, in Clairvaux (Chiaravalle). Bernardo scelse Maria come patrona, come 'madre' di Chiaravalle. Promosse il culto mariano e compose meravigliosi inni a Maria. Su sua ispirazione, Maria fu sempre oggetto di un culto particolare nell'ordine cistercense. Lo stesso Bernardo ebbe molte visioni della Madonna, raffigurate in numerosi quadri di artisti italiani e tedeschi del xv secolo.
    Conclusa la fase della fondazione, Bernardo si recò in molte città dove operò come apprezzato predicatore. Entusiasmò molti giovani, così che gli ingressi in monastero crescevano sempre di più. Anche molti principi e molti vescovi ricorsero a Bernardo per avere un consiglio. Ogni volta egli cercò di fornire il suo aiuto, sebbene una rigorosa ascesi avesse da tempo compromesso la sua salute. Tra le sue grandi abilità, c'era quella di appianare le controversie. Va attriImito alla sua influenza l'eliminazione dello scisma tra papa Innocenzo II e Anacleto II. Nel 1145 fu nominato papa un monaco cistercense, I àigenio III, che scelse Bernardo come suo consigliere. È famosa la lettera che Bernardo indirizzò al papa, nella quale lo esorta a cercare di mantenere la giusta misura nel suo lavoro. «Devo forse dirti che sei bravo se impegni tutta la tua vita e tutta la tua giornata nell'attività e non riservi più spazio per la riflessione? Come riuscirai a essere un uomo completo e autentico, se hai perso te stesso?». «Prenditi cura di te stesso», dice al papa e lo esorta a essere sempre più rigido con se stesso e con gli altri.
    Quando Edessa, baluardo di Gerusalemme, cadde nelle mani dei saraceni, Bernardo convinse il papa a indire una crociata. Bernardo stesso nelle sue prediche fece propaganda per la crociata. A Vézelay suscitò un vero tumulto e un autentico entusiasmo a favore della crociata. Purtroppo però la crociata si risolse in un fiasco. La sconfitta dei cavalieri crociati colpì molto il santo. In quell'occasione venne attaccato da ogni parte e venne incolpato personalmente della sconfitta dell'esercito cristiano. Bernardo non volle giustificarsi e in questa incomprensione sperimentò la comunione con Gesù sofferente. Bernardo morì a Chiaravalle nel 1153, circondato dai suoi confratelli.
    Con le sue prediche Bernardo fu capace di colpire le persone e di entusiasmarle per Dio. Nelle sue parole c'era un grande amore. Lui che in gioventù era considerato timidissimo, riuscì come predicatore a entusiasmare le masse. La sua persona fu caratterizzata da un grande amore per Gesù. La sua spiritualità si distinse per una forte affettività. Manifestò i suoi sentimenti per Gesù e per Maria. Parlava delle sue esperienze personali e riusciva così ad aprire i cuori dei suoi ascoltatori. Bernardo ebbe una grande influenza sul suo secolo. In più occasioni riuscì a portare la pace, ma alla fine invitò alla guerra. Ebbe spesso successo e fu ammirato. La sua ultima impresa fu un fiasco e gli procurò inimicizie e pungenti critiche. Bernardo è quindi un simbolo della lacerazione che viene prodotta da un impegno verso l'esterno. Nessuno riesce a fare bene ogni cosa e ad accontentare tutti. Perciò Bernardo ci esorta ad adoperarci affinché questo mondo sia formato nello spirito di Gesù. Egli alzò la sua voce quando vide ingiustizie e torti e lasciò sempre il suo monastero per immischiarsi nelle contese di questo mondo e per risolverle secondo la volontà di Dio. Questo santo conciliò, in maniera eccezionale, mistica e politica, lotta e contemplazione, monachesimo e lavoro missionario. Perciò egli ci dà il coraggio di conservare la tensione fra l'azione e la contemplazione, tra l'ora e il labora, rendendo questa st essa tensione feconda per questo mondo.
    Chi non conosce la lacerazione nella propria anima? Che cosa ti lacera? Quali sono i poli opposti dentro di te? In che modo riesci a conciliare le opposizioni: amore e durezza, desiderio di tranquillità e spinta verso l'esterno, introversione ed estroversione, attenzione per i tuoi sentimenti e disprezzo dell'amore, tristezza e gioia, fiducia e angoscia, solitudine e comunione? La tensione che c'è tra i diversi poli può lacerare una persona, ma può anche produrre una corrente di vita. Senza tensione non c'è vita. Fa' in modo che la tensione del tuo cuore sia feconda. Cerca, però, di avere anche la sensibilità di capire quando non riesci più a sostenere la tensione, quando essa diventa troppo forte per te. Cerca la tensione che fa fluire in te la vita e l'amore, così che da te venga vita per le persone che ti circondano.

    (da: Scoprire i Santi per la nostra vita, Queriniana 2004, pp. 57-61)



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