RACCONTARE LA CASA
Dal nido all'orizzonte, e ritorno

C'è una domanda che gli adolescenti non fanno mai – o quasi mai – agli educatori che li accompagnano. Non perché non la sentano: ma perché non sanno che si può farla, o non hanno ancora le parole per formularla, o semplicemente non si fidano abbastanza dello spazio in cui si trovano per pronunciarla ad alta voce. La domanda è questa: sono a casa da qualche parte?
Non è una domanda sulla geografia. Non riguarda l'indirizzo di residenza né la qualità dell'appartamento in cui si cresce. Riguarda qualcosa di più profondo e di più fragile: il senso di appartenenza, la certezza – o la mancanza di certezza – di avere un posto nel mondo che sia riconoscibilmente proprio, un luogo in cui si è attesi, in cui si è conosciuti, in cui si è al sicuro abbastanza da poter diventare se stessi.
Questa domanda non ha un'età. Ma nell'adolescenza assume una intensità e una urgenza particolari, perché è esattamente in questa stagione della vita che i luoghi di appartenenza precedenti – la famiglia dell'infanzia, il gruppo dei compagni di sempre, la parrocchia del catechismo, il quartiere conosciuto a memoria – cominciano a diventare stretti, a essere messi in discussione, a non contenere più tutto ciò che si è diventati. L'adolescente è il camminatore che ha lasciato un paese senza sapere ancora il nome di quello in cui arriverà. Abita la soglia.
«Raccontare la casa» nasce da qui – da questa domanda taciuta, da questa inquietudine non ancora nominata. Non per risolverla, perché non si risolve: si abita. Ma per offrire agli educatori – e attraverso di loro ai giovani che accompagnano – un percorso di riflessione, di narrazione e di esplorazione che prenda sul serio la domanda, che la tratti con la profondità che merita, che la colleghi alle grandi voci della filosofia, della letteratura, della spiritualità e dell'arte che se ne sono occupate prima di noi e meglio di noi.
INTRODUZIONE
Perché la casa, perché adesso, perché con i giovani
Stazione I – Il nido e la radice
La casa dell'infanzia come prima forma del mondo
APPENDICI
Stazione II – La stanza
Lo spazio dell'interiorità, del segreto, dell'identità
APPENDICI
Stazione III – La soglia
Il luogo del passaggio, della scelta e dell'incontro
APPENDICI
Stazione IV – Il cammino
La casa mobile: il pellegrinaggio come forma di abitare il mondo
APPENDICI
Stazione V – L'esilio
La casa perduta: nostalgia come ferita e come forza
APPENDICI
Stazione VI – La dimora
Il ritorno come riconoscimento: la casa che si porta dentro
APPENDICI
CONCLUSIONE METODOLOGICA
Come usare il progetto: possibili incontri di gruppo




















































