(NPG 2026-03-12)
Il presente Dossier (maggio-giugno 2026) ha il compito di rimettere i riflettori sul grande ecosistema dell’oratorio. La nostra rivista, lungo le diverse stagioni della sua sessantennale vicenda storica, ha sempre creduto nell’oratorio come spazio di accoglienza sociale, ambiente di crescita e confronto culturale, di esperienza educativa aperto e di proposta evangelizzatrice coerente.
L’immagine del poliedro – utilizzata varie volte da papa Francesco per descrivere la Chiesa nel suo insieme – ben si addice all’oratorio: esso è adattabile, perché non ha una forma monolitica e standardizzata; è flessibile, perché sempre in contatto con la realtà viva dell’umanità; è dinamico, perché sa seguire le pieghe della storia e degli affetti; è creativo, perché offre spazi per mettere a frutto i propri talenti; è aperto, perché non ha paura dell’altro ma gli fa spazio; è dinamico, perché sempre disponibile al cambiamento.
Il poliedro oratoriano ha anche una sua strutturazione che gli garantisce fedeltà e continuità. Esso è costruito intorno ad alcune “colonne portanti” che non possono mai mancare, e di cui rendiamo conto in questo Dossier attraverso i contributi che seguono. Essi sono da intendersi come quattro riflettori puntati sulle quattro colonne portanti dell’oratorio.
La prima è certamente la sua interazione sociale e culturale. Abbiamo chiesto a Sergio Tramma, pedagogista sociale, di aiutarci a riflettere sul valore degli oratori come baluardi di socialità non conflittuale in un tempo di individualismo, di tensione e di distanziamento sociale.
La seconda è il suo carattere educativo. Abbiamo chiesto a Michal Vojtas, professore di “pedagogia salesiana”, di rileggere l’esperienza oratoriana a partire dai sui dinamismi educativi, ovvero di accompagnamento paziente delle giovani generazioni.
La terza colonna è la proposta evangelica. Gustavo Cavagnari, docente di “teologia pastorale”, ci aiuterà a cogliere il senso e l’orizzonte dell’evangelizzazione nella vita ordinaria dell’oratorio, che si configura come soggetto ecclesiale capace di proporre e rafforzare la fede nel Signore Gesù.
Infine, ultima ma non ultima, abbiamo chiesto a Michele Porcelluzzi, giurista e canonista, di aiutarci a cogliere le dinamiche giuridiche e organizzative delle attività oratoriane. Il riconoscimento civilistico e canonistico delle attività oratoriane non è per nulla indifferente, ma concorre a plasmarne l’identità in maniera determinante.
Ci auguriamo che attraverso questo Dossier si rafforzi e si radichi sempre di più nel tessuto ecclesiale la consapevolezza della bellezza e della ricchezza che viene dall’esperienza oratoriana.
Per un approfondimento delle tematiche riguardanti l’oratorio rimandiamo volentieri alla nuova sezione sul sito di NPG che raccoglie materiali di varia natura sull’oratorio:
Oratorio: noi ci crediamo!
https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=19129



















































