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    2. Come è sorta

    la Bibbia

    Fabris2

    La formazione dei libri che formano la Bibbia è avvenuta lungo il corso di un millennio prima dell'era cristiana per l'AT e nel primo secolo d.C. per il NT.
    I libri biblici sono la “memoria” d'Israele come popolo di Dio e della prima chiesa. All'origine della Bibbia sta il racconto della storia religiosa di Israele, di Gesù e della prima chiesa. Questo racconto tramandato a viva voce - tradizione orale - è stato messo per iscritto nel corso degli ultimi secoli a.C. (AT) e nella seconda metà del I secolo d.C. (NT).

    La tradizione orale dell'AT

    L'evento religioso fondamentale dell'AT è l'esodo-alleanza. Gli Ebrei, usciti dall'Egitto, si impegnano a vivere nella fedeltà a Dio sulla base delle “dieci parole” (decalogo). Questa esperienza viene raccontata e tramandata, celebrata nella liturgia del tempio (Salmi), e messa per iscritto all'epoca persiana, dopo l'esilio, quando viene ricostruito il tempio di Gerusalemme, verso il V-IV secolo a.C. Attorno al racconto dell'evento fondante dell'esodo si sviluppa quello delle origini del mondo, dell'umanità e di Israele. La storia di Israele si coagula attorno agli avvenimenti riguardanti i patriarchi. A Giacobbe, conosciuto anche con il nome “Israele”, si richiama il gruppo di ebrei che escono dall'Egitto e entrano sotto la guida di Giosuè nella terra di Canaan.

    La tradizione orale del NT

    L'avvenimento centrale del NT è la morte e risurrezione di Gesù, che dà valore e significato a tutte le sue parole e azioni. Il ricordo di quello che Gesù ha fatto e insegnato viene tramandato dai discepoli e poi messo per iscritto prima nelle lettere di Paolo verso gli anni 50/60 e poi nei Vangeli dopo il 70 d.C.

    La composizione dei libri dell'AT

    I primi cinque libri della Bibbia che formano il Pentateuco, sono attribuiti a Mosè, che a nome di Dio, guida il popolo fuori dell'Egitto fino alle soglie della terra promessa. Negli ultimi secoli lo studio di questi testi ha dimostrato che la loro redazione è opera di Mosè anche se si gli riconosce un ruolo come organizzatore e legislatore di Israele. Alla figura di Mosè si ispirano le tradizioni che collegano il Dio dell'esodo al Dio dei patriarchi.

    Attorno ai santuari si tramandano racconti dei conflitti con le popolazioni locali - cananei e filistei - che portano al progressivo emergere dei figli di Israele. Negli stessi ambienti si sviluppa anche la legislazione che applica ai vari casi della vita la legge fondamentale del Sinai. All'organizzazione delle dodici tribù dei figli di Israele segue la monarchia con il tempio di Gerusalemme come centro della vita religiosa e culturale.

    In questo periodo nascono i testi di preghiera che formeranno il libro dei Salmi. Gli scribi di corte raccolgono e compongono proverbi e sentenze. Nello stesso ambiente nascono gli archivi dai quali attingono gli storiografi. Sulla base delle antiche tradizioni orali si comincia a tessere un racconto che va dalla creazione alla morte di Mosè. La prima tradizione che sta alla base di questo racconto si chiama “jahwista”, perché Dio è conosciuto con il nome J(a)hw(e)h. Qualche tempo dopo un altro racconto dai patriarchi fino all'esodo utilizza un'altra tradizione chiamata “elohista”, dal nome comune di Dio: Elohim.

    All'epoca della monarchia compaiono i profeti, che insegnano a riconoscere la presenza e l'azione di Dio nella storia. Gli interventi dei profeti vengono messi per iscritto da loro stessi e alla fine raccolti insieme dai discepoli. In questo tempo viene ripresentata la legge di Dio mettendo al centro l'alleanza con Dio: la fedeltà all'alleanza comporta per Israele la salvezza, l'infedeltà porta invece alla rovina culminante nell'esilio. In questa prospettiva viene ripensata e scritta la storia di Israele chiamata “deuteronomista”, che va dall'ingresso nella terra di Canaan fino all'esilio.

    Nell'ambiente del tempio i sacerdoti scrivono la storia di Israele dalla creazione fino alla morte di Mosè e raccolgono la legislazione sul culto e la vita religiosa. Quest'opera, chiamata “sacerdotale” ,utilizza la cronologia convenzionale delle genealogie nel quadro della alleanza di Dio con Noè, Abramo e Mosè.

    Dopo il ritorno dall'esilio babilonese nei secoli V-IV a.C. vengono fusi i quattro racconti chiamati “jahwista”, “elohista”, “deuteronomica” e “sacerdotale” che stanno alla base dell'attuale Pentateuco. Nello stesso periodo comincia la redazione dell'opera del “cronista” che abbraccia la storia di Israele dalla creazione al ritorno dall'esilio ponendo al centro il culto nel tempio ricostruito. Accanto a queste grandi sintesi storiche sorgono e si completano le raccolte dei testi profetici e sapienziali e si forma il libro dei Salmi.

    La redazione dei libri del NT

    Meno complessa è la storia della redazione dei libri che formano il NT, dai Vangeli alle Lettere di Paolo fino all'Apocalisse. I discepoli che hanno seguito Gesù fino alla sua morte, vedono nella sua risurrezione la conferma delle sue parole e della sua missione, come inviato di Dio e Messia d'Israele. Alla luce della risurrezione di Gesù e sotto l'azione del suo Spirito i discepoli proclamano che egli non è solo il Messia di Israele, ma anche l'unico Signore e Salvatore, il Figlio di Dio. Dalla predicazione orale dei discepoli testimoni di Gesù Cristo Signore derivano i primi scritti cristiani.

    I primi testi sono le Lettere che Paolo scrive alle diverse comunità da lui fondate e con le quali resta così in contatto tra gli anni 50 e 60 d.C. Dopo gli anni sessanta avviene la redazione definitiva dei primi tre Vangeli - Marco, Matteo e Luca - dove si presentano la figura e il messaggio di Gesù Cristo per le comunità cristiane di lingua greca. Dopo il 70 vedono la luce gli altri scritti cristiani: Atti degli apostoli, Vangelo di Giovanni, lettere cattoliche e Apocalisse.



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