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    11. Il cammino

    e le prove del deserto

    fabris11


    Gli Ebrei che lasciano l'Egitto entrano nel deserto,chiamato“deserto di Sur” e più a sud “deserto di Sin”. Le tappe di questo cammino nel deserto sono elencate nel libro dei Numeri.

    1. L'itinerario del deserto

    Gli Ebrei che lasciano l'Egitto entrano nel deserto, in ebraico midbàr, chiamato“deserto di Sur” e più a sud “deserto di Sin” (Es 15,22; 16,1). Le tappe di questo cammino nel deserto sono elencate nellibro dei Numeri. La località di Dofqa viene identificata con Serabit El-Kadem, centro minerario egiziano di rame e turchese, dove sono state scoperte alcune delle più antiche iscrizioni alfabetiche (protosinaitiche). Alla terza luna nuova gli Israeliti arrivano al deserto del Sinai e si accampano davanti al monte. Qui viene stipulata l'alleanza. Poi attraversano il deserto di Paran fino al santuario di Kades-Barnea, che si trova nel deserto di Sin (Nm 10,11-12). Da qui mandano esploratori nella terra di Canaan, i quali attraverso il deserto del Negev e arrivano fino a Hebron (Nm 13,21-24). Gli abitanti di Edom non permettono agli Ebrei, guidati da Mosè, di raggiungere la grande “via regia” che da Ezion-Geber, sul mare Rosso, attraverso le regioni di Edom e Moab, arriva fino a Damasco (Nm 20,12-21). Perciò da Kades-Barnea i figli di Israele raggiungono il monte Cor, toccano Ezion-Geber, e passando a oriente di Edom, attraversano il Moab per raggiungere da est i confini della terra di Canaan, la terra promessa da Dio ad Abramo e alla sua discendenza.

    2. Le «prove» del deserto

    Il cammino nel deserto è distinto in due tappe. Il primo percorso va dalla frontiera dell'Egitto fino al monte Sinai (Es 15,22-18,27). La secondo, dopo la partenza dal monte Sinai, arriva fino ai confini della terra promessa (Es 19,1; Nm 11,1-21,20). Il cammino nel deserto è contrassegnato dalle “prove” che si possono distribuire in due gruppi. La prima riguarda l'acqua, presso le “acque di Mara”, che significa proprio “amara”. L'acqua amara - salata - diventa dolce grazie all'intervento di Dio per mezzo di Mosè (Es 15,22-27). Allo stesso tema rimanda anche la prova dell'acqua dalla roccia, presso Refidim, ottenuta grazie alla mediazione di Mosè che risponde alla protesta (in ebraicoMeribà) degli Israeliti che mettono alla prova (in ebraico Massà) il Signore (Es 17,1-7; cf. Nm 20,1-13). La seconda prova è quella il cibo o l'alimentazione: la manna e le quaglie(Es 16,1-36; cf. Nm 11,4-9.31-35).
    Il significato religioso e spirituale del cammino e delle prove nel deserto è dato dal libro del Deuteronomio: «Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi in cuor e su avresti osservato o no i suoi comandi… Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore, tuo Dio, corregge te» (Dt 8,2-5)
    Oltre alle “prove” che saggiano il rapporto di fede/fiducia del popolo liberato nei confronti di Dio salvatore e guida, il cammino del deserto è caratterizzato anche dagli scontri con le popolazioni che vi abitano.Il combattimento contro Amalek, presso Refidim, è il prototipo di tutti questi conflitti (Es 17,8-16).

    3. L'incontro con Ietro e l'organizzazione del popolo

    Del cammino nel deserto fa parte anche l'incontro di Mosè con il suo suocero Ietro, con la moglie e i due figli. Questo incontro offre l'occasione per rivivere in un contesto di gioiosa gratitudine gli eventi dell'esodo (Es 18,1-12). Il vecchio saggio Ietro suggerisce a Mosè come organizzare il popolo in gruppi di grandezza progressiva (da 10 a 1000) e di delegare il potere giudiziario ai responsabili di ogni gruppo (Es 18,13-27).



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