Pastorale Giovanile

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     P. Pino Puglisi
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    • On line il numero SPECIALE sulla proposta pastorale 2026-2027 e la  Newsletter di approfondimento.
    • On line TUTTI GLI ARTICOLI (e i DOSSIER) dell'annata 2022: 122 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).Digitare il mese.
    • Una nuova serie di RUBRICHE ON LINE... che vale la pena visitare!!! E sottolineiamo anche: ORATORIO, NOI CI CREDIAMO!

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    questionario

    Invitiamo i nostri lettori e visitatori a una collaborazione in vista di una pubblicazione sul tema del LAVORO EDUCATIVO.

    Il ricercatore è il prof. Roberto MAURIZIO, nostro Autore (e di Animazione Sociale), educatore e pedagogista, che si occupa da molti anni, per la Fondazione Paideia e la Fondazione Zancan, di formazione, supervisione, progettazione e ricerca nel settore degli interventi preventivi e di tutela a favore di famiglie, bambini e giovani. 

    La richiesta è la compilazione di un QUESTIONARIO (in allegato).

    Aiutiamo la ricerca, rendiamo legittimato il lavoro educativo.

    QUI IL PDF DEL QUESTIONARIO

     

     

    Della nostra collaboratrice

    volentieri presentiamo

    falappa

    pp. 258 – € 18,00


    Il libro
    In una società profondamente traumatizzata il riferimento alla cura possiede un’attrattività universalmente riconosciuta; il problema è chiarire cosa autenticamente sia e quali dinamiche concrete implichi. Proprio per uscire da una prospettiva che resti sfocata, questo libro mette in risalto alcuni elementi fondamentali, in un percorso di approfondimento, non solo delle cosiddette relazioni di cura, ma più ampiamente della cura delle relazioni che costituiscono il tessuto della condizione umana: l’incontro dialogico, perché la cura non può risolversi in una procedura tecnica che finisce per oggettivare i suoi destinatari; il risanamento delle persone ferite e delle situazioni compromesse, che se non risolte continuerebbero a produrre effetti velenosi; l’impegno alla riconciliazione, prioritario per precisare in che cosa consista la pace, ancor più in un tempo così sconvolto dai conflitti bellici. La cura non può essere senza speranza, senza desiderio di futuro, senza il riferimento a un domani migliore.


    L'autrice
    Fabiola Falappa è professoressa associata di Filosofia Teoretica presso l’Università di Macerata, dove insegna Ermeneutica filosofica e Metodologie di filosofia teoretica. Pubblicazioni recenti: Per un’ermeneutica della storia. Ontologia e speranza nel pensiero di Ernst Bloch, Franco Angeli, Milano 2017 e Il futuro della metafisica. Un’interpretazione dell’eredità di Karl Jaspers, Mimesis, Milano 2024.


    Il sommario

    Introduzione
    Capitolo primo
    Filosofie della riconciliazione

    1.1 La vita torna alla vita
    1.2 Ritratto di una società armonica: Hegel e l'eticità
    1.3 La riconciliazione è un’illusione? Marx e la rivoluzione
    1.4 La mimesi tra adattamento e liberazione: la Scuola di Francoforte
    1.5 Per una filosofia aperta alla trascendenza
    1.6 Differenziazioni nel concetto di conflitto

    Capitolo secondo
    Modernità alla deriva

    2.1 Trauma sociale e traumatizzazione permanente
    2.2 La rottura del legame di autocoscienza
    2.3 Il post-umano è antiquato
    2.4 Il Trauma, grande scultore
    2.5 Reazione o riparazione

    Capitolo terzo
    L’assimilazione al trauma

    3.1 Una catastrofe silente
    3.2 Perdere il mondo
    3.3 La trascendenza ci riguarda? La religione tra complicità e liberazione

    Capitolo quarto
    Riparare le persone, formare le coscienze

    4.1 Verità e società
    4.2 I mediatori della vita
    4.3 La forza del dialogo: omaggio a Martin Buber
    4.4 Percorsi di educazione e di formazione per una società accogliente
    4.5 La via della riparazione e della riconciliazione

    Conclusioni
    Bibliografia
    Indice dei nomi

    Né nichilisti né depressi

    La fragile forza dei giovani al concerto di Ultimo

    Claudio Aorta *

    concerto

    Una domenica mattina, seduto tra i banchi della mia parrocchia a Roma nella zona sud-orientale della città, ho ascoltato un’omelia che mi ha fatto riflettere. Il sacerdote ha preso la parola e ha parlato di Ultimo, il giovane cantautore che il giorno prima, sabato 4 luglio, aveva radunato 250.000 ragazzi a Tor Vergata, non lontano dal quartiere dove abito, bloccando letteralmente l’intera zona. Un evento epocale. Ma il giudizio del prete è stato tranciante: lo ha definito il cantante del malessere, l’idolo dei depressi, un amplificatore di tristezza e nichilismo senza via d’uscita.
    Un vuoto assoluto, insomma. Quel “nulla ha senso” che ti cancella il futuro, ti convince che niente abbia valore e che, alla fine, non valga nemmeno la pena di sperare. Una gabbia invisibile che spegne i ragazzi prima ancora di farli partire.
    Davanti a questo muro, però, scatta qualcosa dentro di me: non sopporto l'idea di dare per vinti i giovani. Sarà che per carattere, quando sento giudicare qualcuno in sua assenza, tendo istintivamente a schierarmi con chi viene criticato. È stato proprio questo impulso a muovermi, perché fino a quel momento avevo solo una conoscenza superficiale di Ultimo. Ma davanti a parole così dure, ho avvertito il bisogno di approfondire. Mi sono chiesto: è mai possibile che un quarto di milione di persone si muova solo per andare a celebrare la disperazione?
    Non era solo quel prete a pensarla così. Nei giorni precedenti avevo sentito più o meno gli stessi discorsi ovunque: tra i colleghi in ufficio, scambiando due parole con i vicini nel cortile del comprensorio, persino dal negoziante sotto casa. E non parlo solo di "boomer" o di persone anziane, ma anche di trentenni, di genitori giovani. Un coro unanime di teste scosse, convinte che quella marea di ragazzi fosse solo un gregge smarrito che insegue il niente. Quando la gente si spaventa davanti a folle così grandi, quel sentimento finisce per diffondersi e alla fine in molti finiscono per pensarla allo stesso modo.
    E allora ho deciso di ascoltare i testi e la musica di questo giovane cantautore romano, ho guardato i video dei suoi concerti, ho cercato di capire. E ho scoperto che la realtà è diversa da come viene dipinta dalla retorica spaventata.
    «Noi non siamo tristi: siamo qui perché lui ci fa sentire capiti», ha detto una ragazza intervistata all’ingresso dell’area concerto, in un servizio del TG3 Lazio.
    Ultimo non è un santo, e non è il nuovo San Francesco. È un ragazzo del nostro tempo, con le contraddizioni della sua generazione. Nelle sue canzoni si avverte a volte che manca un cielo sopra la testa, che non ci sia quel passo in più che ti fa guardare oltre il dolore e la crudezza della realtà, un affidarsi quasi esclusivamente alle forze umane o a un fatalismo tipico della musica contemporanea.
    Nelle sue parole a volte si percepisce un certo ripiegamento emotivo, un vittimismo che può trasformare le ferite in identità, laddove il dolore rischia di diventare l'unica lente attraverso cui guardare il mondo. Cose normali per i cantautori di oggi, che non scrivono trattati di teologia ma fotografie della loro anima e delle paure quotidiane.
    Eppure, paradossalmente, la sua poetica possiede dei punti di contatto importanti con il Vangelo.
    Il primo è il nome stesso che si è scelto: Ultimo. In una società malata di performance, dove vali solo se arrivi primo, se sei vincente, lui canta per chi sta in panchina, per chi si sente escluso, per chi non si sente abbastanza. C'è un’eco profonda della promessa evangelica in cui gli ultimi saranno i primi.
    Dar voce a chi è stato scartato è un atto nobile, pulito. E anche se Niccolò Moriconi non ha scelto quel nome d’arte o questa filosofia per motivi religiosi, non importa. Il bene è bello ovunque. Nel tempo odierno, più aumenta la tecnologia, più i social ci bombardano di vite perfette, e più cresce il modello di dover vincere a tutti i costi. Chi non sta al passo viene “invisibilizzato”, cancellato. In un mondo che ti chiede di essere un numero uno, Ultimo si siede accanto a chi si sente uno zero. Non servono i manuali di religione per fare una cosa così, basta l'umanità.
    Un altro aspetto è il valore della fragilità. Ultimo non nasconde le ferite, le mostra. E mostrandole, dice ai ragazzi che non sono soli. Ammettere la propria debolezza non è una resa, ma il primo passo per rialzarsi, specie se sono in tanti a farlo. Questo concetto è profondamente cristiano. San Paolo scriveva: "Quando sono debole, è allora che sono forte". Accettare le proprie miserie non ci deprime, ci dà la spinta per risorgere. Il cristianesimo non è la religione dei perfetti o dei superuomini, ma di un Dio che si fa piccolo, che prova la sofferenza e che vive nelle nostre piaghe.
    La nostra debolezza, in fondo, è il nostro limite, ma è proprio quel limite a definire chi siamo davvero. Sono i nostri confini, le nostre fatiche e le nostre cicatrici a darci una forma, a renderci unici. Accettare di avere un limite non ci rimpicciolisce; ci restituisce la vera identità. E quando un ragazzo capisce questo, non si nasconde e comincia a vivere.
    Infine, c’è la ricerca della luce. Canzoni come Alba o Sogni Appesi non sono vicoli ciechi. Sono grida, domande di senso, richieste disperate di amore e di futuro. Non è malinconia fine a se stessa, è il travaglio di chi cerca un barlume nelle crepe della vita. È per questo che non si tratta di nichilismo: quest'ultimo spegne il senso, mentre qui c’è qualcuno che continua a cercare un significato, anche quando fa male.
    Ma che tipo di luce mostra Ultimo? Non è la luce artificiale dei riflettori che acceca, e nemmeno una risposta magica che risolve tutto in un secondo. È una luce piccola, che sta in basso, nascosta proprio dentro l'oscurità delle nostre stanze e delle nostre paure. È la spinta a non arrendersi al buio, a non farsi spegnere dal cinismo del mondo. La luce di Ultimo non è quella di chi ha già trovato tutte le risposte, ma è la forza di chi, nonostante tutto, si ostina a voler vivere.
    Insomma, i giovani non affollano i concerti per deprimersi insieme. Ci vanno perché trovano qualcuno che non fa loro una sgridata, ma che dà voce ai loro silenzi. Sentirsi compresi è la prima forma di salvezza umana.
    In fondo non bisognerebbe aver paura del successo di questi artisti, né liquidarli con giudizi affrettati. Occorrerebbe piuttosto mettersi in ascolto di quelle domande e capire che dietro quel grande raduno non c’è il vuoto, ma un immenso, disperato bisogno di essere ascoltati e accolti.
    La vera ferita di questi ragazzi non è la tristezza delle canzoni che ascoltano, ma la paura che a nessuno importi di loro,

    * Scrive per Pagina Tre. La sua ultima opera: Il tempo del girasole (Thera, Balzano Editore)
    https://paginatre.it/author/claudio-aorta/

    Con piacere segnaliamo

    Educazione e tempo

    pp. 200 – € 20,00


    IL LIBRO
    Educare significa avere a che fare con il tempo. O meglio con i tempi, con le tante dimensioni temporali che si incrociano nelle nostre vite. Questo libro colloca l’educazione all’incrocio tra diverse tipologie di tempo: da quello dei calendari e degli orologi, che a un certo punto, in dimensioni cosmiche, smette di essere misurabile; a quello dello sviluppo dell’essere umano, sempre flessibile e mai determinabile a priori; a quello delle grandi narrazioni umane: miti, riti, simboli, filosofia, religioni. È al trivio tra queste temporalità che si colloca il tempo dell’educazione che non deve avere l’arroganza di dominarle ma l’umiltà di adattarvisi. Nella frenesia dei tempi moderni, questo libro cerca di trovare quell’attimo in più, o meglio quell’attimo in meno, per dedicarsi ad educare.

    L'AUTORE
    Raffaele Mantegazza è un educatore. Divide il suo tempo tra l’Università di Milano-Bicocca e l’Università IUSTO di Torino, dove insegna pedagogia, e le scuole (dalla primaria alla secondaria di II grado) nelle quali realizza interventi nelle classi a diretto contatto con bambini e ragazzi. Con Bit Culturali ha pubblicato “Il bambino che rientra dalle vacanze. Infanzia e felicità”.
    È il pedagogista di riferimento delle rivista NOTE DI PASTORALE GIOVANLE, dove regolarmente pubblica apprezzati dossier e rubriche.

    L'EDITRICE
    Bit Culturali è un giornale online che si occupa di arte, mostre, eventi culturali, libri, musica, cinema, televisione e altro.
    Esso si rivolge, dunque, a quanti credono che la crescita umana, sociale e civile di una comunità è strettamente legata al ruolo che la cultura svolge all’interno di essa.

    ABITARE IL MONDO INSIEME

    Educare al sociale: radici, legami, orizzonti

    A cura di NPG e di "Salesiani per il sociale"

    bambino

    Viviamo in uno dei paradossi più acuti della storia umana: siamo la generazione più connessa che sia mai esistita, e insieme una delle più profondamente sole. I giovani crescono in un ecosistema digitale che simula la presenza degli altri senza generare vera comunità. Il «sociale» è diventato un aggettivo (i social), mentre il sostantivo (la società), si sgretola in silenzio. L'altro non è più il volto che mi interpella: è un profilo che scorro, un contenuto che consumo, una presenza che si può silenziare con un gesto del pollice.
    In questo contesto, educare al sociale non è aggiungere un contenuto curricolare tra i tanti: è compiere un atto di resistenza antropologica. È restituire ai giovani la grammatica dell'esistenza condivisa, che è la grammatica stessa dell'umano. Non si tratta di insegnare nozioni di educazione civica né di organizzare giornate del volontariato. Si tratta di formare persone capaci di abitare il mondo con gli altri, per gli altri, insieme agli altri – di stare nella realtà senza fuggirla, di incontrare il volto dell'altro senza ridurlo a categoria, di prendersi cura di qualcosa che non appartiene solo a se stessi.
    Il progetto Abitare il mondo insieme nasce da questa urgenza e vuole rispondervi con rigore e con passione: rigore filosofico, teologico e pedagogico; passione per la vita concreta degli adolescenti e dei giovani che cercano un senso all'esistere insieme. È un progetto per educatori, insegnanti, animatori, genitori, catechisti – per chiunque abbia scelto, professionalmente o per vocazione, di stare accanto ai giovani in questo passaggio difficile e irripetibile della vita.


    Introduzione (PDF)


    PRIMA PARTE (PDF)

    DA DIO A DIO
    Il sociale come luogo teologico dell'incontro con il Signore


    SECONDA PARTE
    GLI AMBITI E LE VOCI


    AMBITO 1 – L’ESSERE CON GLI ALTRI (PDF)

    La struttura relazionale dell’esistenza

    VOCI PER UN DIZIONARIO DEL SOCIALE
    Alterità · Incontro · Cura · Fraternità · Prossimità · Ospitalità · Riconoscimento · Dono
    E ancora: Vulnerabilità · Solitudine · Perdono


    AMBITO 2 – IL LAVORO E LA TRASFORMAZIONE DEL MONDO (PDF)

    L'uomo che costruisce, produce, crea e si realizza

    VOCI PER UN DIZIONARIO DEL SOCIALE
    Lavoro · Vocazione · Fatica · Creatività · Dignità lavorativa · Disoccupazione · Impresa
    E ancora: Tecnica · Professione · Sindacato · Sfruttamento


    AMBITO 3 – LA COMUNITÀ E LA SOCIETÀ (PDF)

    Dal legame primario alla costruzione collettiva

    VOCI PER UN DIZIONARIO DEL SOCIALE
    Famiglia · Comunità · Società · Bene comune · Solidarietà · Sussidiarietà · Partecipazione · Volontariato · Popolo · Nazione · Stato · Unione Europea · Mondo/Sud del Mondo · Patria
    E ancora: Associazionismo · Integrazione · Legalità · Festa


    AMBITO 4 – GIUSTIZIA, DIRITTI, DOVERI (PDF)

    Il fondamento etico della convivenza

    VOCI PER UN DIZIONARIO DEL SOCIALE
    Giustizia · Diritti · Doveri · Dignità · Legalità · Responsabilità · Coscienza
    E ancora: Uguaglianza · Antimafia · Corruzione


    AMBITO 5 – POLITICA, DEMOCRAZIA, INFORMAZIONE (PDF)

    L'arte difficile del vivere insieme nelle istituzioni

    VOCI PER UN DIZIONARIO DEL SOCIALE
    Politica · Democrazia · Libertà · Cittadinanza · Informazione · Verità · Resistenza · Divisione dei poteri · Partiti · Sovranità/sovranismi
    E ancora: Potere · Propaganda · Fake news · Opinione pubblica


    AMBITO 6 – PACE, CONFLITTO, RICONCILIAZIONE (PDF)

    Il coraggio di costruire ciò che è più fragile

    VOCI PER UN DIZIONARIO DEL SOCIALE
    Pace · Conflitto · Perdono · Riconciliazione · Nonviolenza · Amico/nemico
    E ancora: Guerra · Giustizia riparativa · Disarmo · Mediazione


    AMBITO 7 – IL MONDO COMUNE: ECOLOGIA, ECONOMIA, FUTURO (PDF)

    La responsabilità verso ciò che non ci appartiene

    VOCI PER UN DIZIONARIO DEL SOCIALE
    Ecologia · Economia · Sviluppo · Futuro · Speranza · Accoglienza · Intercultura
    E ancora: Giustizia intergenerazionale · Povertà · Migrazioni · Acqua · Clima


    TERZA PARTE
    LA STORIA NEI CONCETTI (PDF)

    - Destra e Sinistra
    - Liberté, Égalité, Fraternité
    - Le grandi culture politiche
    - La Rivoluzione
    - Colonialismo e Imperialismo
    - Guerra Fredda, Blocchi, Nord-Sud, Est-Ovest
    - Il Medio Oriente – Ebrei, arabi e la questione palestinese
    - Le Multinazionali e il Potere economico globale
    - Le grandi Organizzazioni Internazionali
    - La questione nucleare e la deterrenza
    - Il terrorismo


    QUARTA PARTE
    LABORATORI PEDAGOGICI (PDF)

    Sette laboratori costruiti sulla base degli ambiti


    Conclusione per cominciare (PDF)

    Abitare il tempo che ci è dato

    Sì, viaggiare

    Percorsi di formazione, bellezza e spirito

    Viaggiare

    "Esiste un modo di percorrere il mondo che va oltre il semplice turismo: è il cammino di chi cerca radici che nutrano lo spirito e bellezza che apra al mistero."

    VIENI E VEDI

    Francesco d'Assisi per i giovani di oggi

    Un progetto in tre parti per adolescenti ed educatori

    Nel 800° anniversario della morte (1226-2026)

    francesco assisi
    (QUI IL FILE PDF)

    Questo progetto nasce da una domanda semplice e non scontata: ha ancora senso presentare Francesco d'Assisi ai giovani di oggi?
    La domanda è meno ovvia di quanto sembri. Francesco è ovunque: sulle immaginette, sulle fontanelle da giardino, sui calendari delle parrocchie, nei nomi delle pizzerie e dei bed and breakfast umbri. È diventato, nel corso degli otto secoli che ci separano da lui, una figura talmente familiare da essere diventata invisibile. Come certi paesaggi che si guardano ogni giorno senza vederli più, Francesco è entrato nell'arredamento culturale dell'Occidente cristiano; e proprio per questo è diventato difficile da incontrare davvero.
    Eppure, quando si torna alle fonti – quando si legge il suo Testamento, quando si ascolta il Cantico delle Creature nella lingua originale, quando si guarda senza filtri quella scena della spogliazione davanti al vescovo – si scopre che Francesco è tutto tranne che familiare. È scomodo, radicale, imprevedibile. È un uomo che ha vissuto le domande fondamentali dell'esistenza umana con una coerenza così totale da renderle visibili a chiunque abbia occhi per vedere. E quelle domande – chi sono davvero? cosa mi rende libero? come sto con gli altri? cosa vale la pena amare? – non sono domande cristiane, non sono domande medievali: sono domande di ogni adolescente che abbia mai vissuto, in qualunque epoca e in qualunque cultura.
    Questo progetto prova a restituire Francesco alla sua vera natura: non un'icona devozionale da ammirare a distanza, non un esempio morale da imitare, non un'anticipazione ecologica da citare nei convegni... ma un essere umano preciso, con un corpo e una storia e delle contraddizioni e una gioia straordinaria, che ha vissuto qualcosa di così reale e di così grande da continuare a interpellare, ottocento anni dopo, chiunque gli si avvicini senza pregiudizi.


    INTRODUZIONE GENERALE
    Perché Francesco, perché adesso, perché così

    PRIMA PARTE
    Francesco di Assisi. Uno che cambiò tutto – due volte

    SECONDA PARTE
    Francesco di Assisi. L'uomo, il Vangelo, la vita
    Lettura sapienziale per educatori e animatori

    TERZA PARTE
    Vieni e vedi. Sei incontri con Francesco d'Assisi
    Per adolescenti dai 14 ai 17 anni

    INCONTRO 1
    Lo sguardo che cambia. Come si impara a vedere davvero

    INCONTRO 2
    Niente da dimostrare. La libertà come gesto e come radice

    INCONTRO 3
    Fratelli non si nasce, si sceglie. La fraternità come scelta concreta

    INCONTRO 4
    Amare è un verbo. L'amore come forza che trasforma

    INCONTRO 5
    Tutto è parentela. La creazione come relazione

    INCONTRO 6
    Cantare nella notte. La gioia, la morte, il fuoco da passare

    BIBLIOGRAFIA E MATERIALI RAGIONATI
    Per l'animatore che vuole andare più in fondo


    IN PRIMO PIANO

    La voce dei lettori


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE NPG 2026


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     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
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    nel Vangelo di Giovanni


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    Un "canone" letterario
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