Conoscenza, presenza, testimonianza
vie per la PG oggi
Ángel Fernández Artime
Rettor Maggiore dei Salesiani

All'interno dell'intervista sul tema della formazione ("Io ho fatto la brutta copia, voi farete la bella". La sfida della formazione nella Congregazione oggi), in cui il neoeletto Cardinale ha toccato i punti che nella sua esperienza di salesiano e di governo ha individuato come peculiari e urgenti, non solo in riferimento al tempo "formale" della formazione, ma quella che tocca il cuore e la vita del Salesiani, a livello personale e come formatori-educatori dei giovani... al termine una domanda on line tocca il tema della pastorale giovanile, e qui con piacere la riportiamo.
Tralasciamo per pudore l'accenno (se pur piacevole) alla rivista NPG e a coloro che ci lavorano e andiamo subito alla domanda.
DOMANDA
Dove sta il nodo più problematico e urgente, soprattutto in Italia e in Europa per la pastorale giovanile? Quali vie prioritarie percorrere?
RETTOR MAGGIORE
La pastorale giovanile in tutta la chiesa è un "braccio", una parte del suo ministero. Ma sappiamo che se la Chiesa non riesce ad avvicinare i giovani a Gesù, se non riesce a far loro sperimentare il fascino di Gesù per la loro vita... il futuro della Chiesa sarà senza adulti.
La pastorale giovanile è dunque sempre una realtà e una sfida.
Cosa possiamo pensare per la PG qui in Italia?
Non sono un esperto, ma ho il buon senso di capire che prima di ogni altra cosa dobbiamo avere i piedi ben piantati per terra... per sentire come si muove il mondo, i giovani, per capire tutto quello che fa parte del loro mondo. Lo diciamo facilmente, però noi abbiamo il dovere di essere esperti in giovani... e onestamente credo che non lo siamo.
Certo, facciamo tante cose belle per i giovani, ma ci manca l'essere veramente esperti del mondo dei giovani.
Questo significa avere la capacità di leggere la realtà, di osservare, di interpretare, di ascoltare, di fare cammino con loro. E so che facciamo tanto di questo, noi salesiani e nella chiesa siamo riconosciuti per questo: certo, è il nostro carisma... però attenti a non pensare di esserlo a sufficienza.
La seconda cosa, e lo dico per tutte le nostre presenze in Italia e in Europa: presenza, presenza, presenza.
Umilmente e con tutte le precauzioni teologiche, ho sempre sottolineato il "sacramento" salesiano della presenza: perché questo è stato il punto centrale della magia di don Bosco: non si può fare PG per così dire "telematicamente".
Il che non vuol dire che il mondo digitale non sia affascinante e prezioso; voglio dire: presenza che tocca il cuore, presenza che ascolta, in tutti i modi possibili (certo, anche il telefonino e i social), e presenza con le proposte che si fanno ai giovani.
E infine sono convinto che le generazioni giovani, più che prima, abbiano bisogno di testimoni. Le parole, in un modo di consumo, svaniscono presto.
Un accenno personale. In questi ultimi dieci anni tante volte mi hanno avvicinato giovani che mi dicono: posso darti un abbraccio? Io mi chiedevo: cosa ha questo giovane nel cuore per dirmi che un abbraccio per lui era un messaggio molto speciale! O chiedere una foto per ricordare questo momento. Il che non vuol dire che la profondità delle parole non siano importanti: essere servono tanto... però oggi tutto viene insieme, e in questo il testimone e le testimonianze sono davvero importanti per i giovani.
Credo che questo sia un cammino per la PG oggi.
FONTE: ANS Agenzia iNfo Salesiana
9 dicembre 2023
https://www.youtube.com/watch?v=LDKV2xnW6nM















































